Restauro mobili antichi: perchè è meglio fidarsi degli esperti

 

Restauro mobili antichi: perchè è meglio fidarsi degli esperti

30/09/2018 - Tra le passioni più recentemente scoperte o riscoperte dagli italiani, il "fai-da-te" è una delle più diffuse. Ma siamo sicuri che si tratti di una scelta davvero conveniente?

Tra le passioni più recentemente scoperte o riscoperte dagli italiani, il "fai-da-te" è una delle più diffuse. Ma siamo sicuri che si tratti di una scelta davvero conveniente?



Nell'era del web 2.0 la circolazione di ogni genere di informazione ha subito un'improvvisa accelerazione: bastano pochi secondi ed addirittura solo possedere uno smartphone per ottenere in pochi secondi una risposta a qualsiasi domanda. Se da un lato questa semplicità nel reperire informazioni ha aperto delle possibilità un tempo impensabili, dall'altro si è fatto sempre più sentito il problema di vagliare le fonti di qualità da chi si autoproclama un'autorità in materia magari possedendo poco più di un'infarinatura della materia di cui tratta.



Restauro: ciò che solo in pochi vi dicono



Grazie alla diffusione dei siti di appassionati più o meno amatoriali ed alla forte diffusione di attività commerciali il cui principale settore di mercato è la vendita di prodotti per il bricolage, ipoteticamente nel giro di pochi minuti chiunque può entrare in possesso di presunte "linee guida" e prodotti per avviare il restauro di un mobile antico.

Impegnarsi con zelo ed entusiasmo in un intervento di restauro "casereccio" rischia di trasformarsi in un'impresa che se effettuata in modo poco professionale rischia di dare un risultato accettabile all'apparenza ma fautore di problematiche nel medio-lungo periodo, o addirittura di provocare danni non riparabili.

Un vero professionista sa che l'intervento di restauro va accuratamente pianificato, operando valutazioni e scelte prima di iniziare materialmente ad agire sul mobile, sul divano, sulla sedia, o su qualunque altro oggetto in questione. Ecco alcuni degli aspetti più importanti da considerare su cui spesso sorvolano le guide facilmente reperibili in rete, aspetti fondamentali per la riuscita dell'opera di restauro che non possono essere valutati appieno da chi vi si approcci per la prima volta.



Decidere per quale tipo di restauro optare



Iniziamo con l'introdurre un minimo di terminologia tecnica: il restauro di un mobile di antiquariato si divide essenzialmente in due categorie, il restauro di tipo conservativo e quello di tipo integrativo. I prerequisiti fondamentali per decidere quale tipo di intervento è l'opzione migliore sono svariati. Innanzitutto bisogna conoscere ed inquadrare correttamente l'identità tecnico-artistica di un mobile: comprendere lo stile che lo caratterizza, le tecniche costruttive utilizzate originariamente per realizzarlo, i materiali di cui è composto, e come operare su di esso per reintegrarne non solo l'aspetto ma soprattutto la funzionalità.

Una volta deciso quale strada intraprendere, bisogna valutare quali interventi vadano effettuati, quali ad esempio di ebanisteria, di finitura, di pulitura, di lucidatura, di patinatura, ecc. ecc. e stilare il programma delle varie fasi con gli adeguati tempi di intervento e di riposo per ottenere il risultato ottimale. Alcune di queste fasi, quali la pulitura del mobile, sono particolarmente delicate in quanto un errore talvolta può essere non recuperabile in seguito.



Non tutti i materiali sono uguali



Nonostante in commercio si possano trovare prodotti anche professionali indicati per ogni situazione... il vero problema è individuare quale vada utilizzato ed in che occasione. Ad esempio possedere il miglior prodotto del mondo per il trattamento di una data superficie ed utilizzarlo senza avere un'approfondita conoscenza del materiale su cui si interviene, di solito provoca come risultato il rovinare tale superficie nonostante si avesse materiale di qualità.

Una delle difficoltà maggiormente sottovalutate da chi si approccia approssimativamente al restauro è la profonda differenza tra i vari materiali. Contrariamente alle parti in metallo che possono essere presenti o meno nei mobili antichi, e che all'interno di una stessa categoria hanno comportamenti simili, il legno è un materiale vivo. Il che comporta che specie legnose differenti abbiano reazioni diverse al medesimo trattamento, in funzione della loro natura di base ed all'ambiente in cui si sono trovate nel corso dell'arco di vita del mobile. Fattori quali l'umidità, la luce, la temperatura, l'esposizione a climi differenti anche se al chiudo ed all'attacco degli insetti xilofagi rendono ogni mobile di fatto unico, anche presumendo condizioni di partenza praticamente identiche.

Inoltre essendo un materiale vivo il legno presenta difformità tra un punto e l'altro, dovute ai nodi ed alle venature, che oltre ad un aspetto estetico differente risultano in comportamenti differenti durante le fasi di restauro del mobile. E ciò rende la fase di pulitura del mobile doppiamente delicata: un occhio esperto fa la differenza quando bisogna decidere l'intensità dell'aggressività dei prodotti utilizzati durante la pulitura, per evitare di danneggiare le fibre del legno risultando nella compromissione della patina antica del mobile.



Estetica e funzionalità: egualmente importanti



Se anche si dovesse riuscire in modo improvvisato ad ottenere un risultato valido nella restaurazione estetica di un mobile di antiquariato, magari perché conservato in condizioni ottimali o quasi, quando ci si trova di fronte a problemi che minano l'integrità funzionale di un mobile la mano di un operatore del settore diventa fondamentale. Nessuna guida su come effettuare un restauro può sostituire l'esperienza nel valutare certe situazioni, in particolare:

- Quando intervenire su una parte originale in quanto ancora recuperabile e quando si rende necessaria la sostituzione;

- Come operare nell'apertura di un mobile, per effettuare interventi quali il restauro degli incastri;

- I metodi corretti per intervenire nell'apertura del mobile e per la rimozione/sostituzione di alcune sue parti;

- La sensibilità della mano nell'operare la lucidatura, che si acquisisce nel corso di anni di interventi;

- La riparazione delle fessurazioni del legno dovute all'usura del tempo.



Usare lo strumento giusto nella circostanza giusta



Se alcuni prodotti di qualità per la conservazione, la lucidatura o la pulitura delle superfici sono ottenibili da chiunque, lo stesso discorso non è valido per quel che riguarda gli utensili del mestiere. Infatti in un laboratorio professionale per il restauro non solo sono presenti comuni attrezzi per la lavorazione del legno o del metallo in quantità impensabili per chi operasse privatamente (e spesso la differenza anche solo di millimetri nella regolazione di un determinato utensile fanno la differenza), ma anche altri oggetti utilizzati in passato ma ormai introvabili in commercio.

E anche in caso di parità di condizione iniziali degli utensili utilizzati, in laboratorio la cura degli stessi nel tempo li rende imparagonabili alla manutenzione che può essere effettuata privatamente. L'affilatura degli strumenti utilizzati in un restauro, fondamentale per la loro preservazione, viene garantita ai massimi livelli dall'abilità acquisita nel corso del tempo e dalla pazienza e precisione impiegate in questa operazione, qualità che difficilmente sono riscontrabili in chi non è un artigiano di professione.



Un nome, una garanzia



La famiglia Baratti da oltre 50 anni opera nel campo del restauro dei mobili d'epoca. Da più generazioni la nostra dedizione ci ha portato ad intervenire su migliaia di mobili antichi, provenienti da ogni nazione d'Europa, per poter ampliare sempre di più le nostre conoscenze nel campo del restauro e per poter essere sempre più efficaci in quella che è al tempo stesso la nostra passione e la nostra professione.

Se possiedi un mobile antico che desideri restaurare, se sei in cerca di un acquisto che conferisca prestigio, classe ed eleganza alla tua abitazione o alla tua attività... non esitare a contattarci!

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